La Cassa Geometri, per garantire una maggiore assistenza agli Iscritti, prosegue l’Iniziativa di apertura dei propri Uffici un sabato al mese (09.00 – 13.00). Il 13 settembre prossimo sarà dedicato ai temi riguardanti l’assistenza, la previdenza, la contribuzione e l’offerta relativa al welfare. Gli uffici della Cassa Geometri saranno a disposizione degli Iscritti per fornire tutte le informazioni (Recapito telefonico: 06.32686300). Per maggiori dettagli si allega la nota della Cassa Geometri del 09.09.2025 con Prot. n. 1009007.
Si pubblica il calendario delle Iniziative che i Musei Civici di Monza hanno organizzato per il mese di Settembre 2025.
Si informa che il Comune di Bollate (MI) ha indetto un Concorso pubblico, per esami, per la copertura di n. 2 posti a tempo pieno, mediante contratto di formazione lavoro (durata 12 mesi), di Istruttore/Istruttrice Tecnico/a – Area degli Istruttori (Scadenza presentazione domande: ore 23,59 del 28 settembre 2025). Per maggiori informazioni cliccare qui
Notizia tratta da “Professione Geometra” - Associazione Nazionale “Donne Geometra” – 04.08.2025.
“Con l’approvazione del decreto legislativo n. 190/2024, l’Italia ha compiuto un importante passo avanti verso una produzione energetica più sostenibile, ordinata e semplificata. Il nuovo “Testo unico FER” nasce dall’esigenza di superare la frammentazione normativa che negli anni ha reso complesso l’iter autorizzativo per la realizzazione degli impianti da fonti rinnovabili.
Un obiettivo europeo, una sfida nazionale. Il nuovo impianto normativo si inserisce nel quadro europeo del Green Deal e del piano REPowerEU, con l’obiettivo vincolante di raggiungere almeno il 42,5% di energia da fonti rinnovabili entro il 2030. L’energia rinnovabile – che comprende fonti come il solare, l’eolico, il geotermico, le biomasse e l’idroelettrico – è considerata leva strategica per la decarbonizzazione e la sicurezza energetica dell’Unione.
Tre soli regimi autorizzativi
Uno degli snodi principali del nuovo Testo unico è la semplificazione delle procedure. I precedenti quattro regimi autorizzativi sono stati ridotti a tre:
• Attività libera: per interventi di minima entità, non soggetti ad autorizzazioni preventive.
• Procedura abilitativa semplificata (PAS): per impianti di media entità o in aree vincolate.
• Autorizzazione unica (AU): per progetti complessi e impianti di grande dimensione.
Queste categorie si applicano anche a modifiche, ampliamenti e opere connesse.
Zone di accelerazione: il cuore della strategia. L’individuazione delle zone di accelerazione, ossia aree particolarmente idonee all’installazione di impianti a fonti rinnovabili, è il pilastro operativo della riforma. Entro il 21 febbraio 2026, le Regioni dovranno individuare queste aree sulla base di mappature del potenziale energetico, nel rispetto delle norme ambientali e paesaggistiche. In queste zone, i tempi autorizzativi vengono dimezzati, rafforzando l’efficienza amministrativa senza rinunciare alla tutela ambientale.
Digitalizzazione e sportello unico. Il decreto prevede l’attivazione, entro la fine del 2025, di un Sportello Unico Digitale per le Energie Rinnovabili (SUER). Questo strumento centralizzerà le pratiche autorizzative, digitalizzando completamente le procedure, in linea con le raccomandazioni europee.
Valorizzazione del territorio e delle comunità. Grande attenzione è posta anche alla tutela della biodiversità, del paesaggio rurale e delle tradizioni agroalimentari locali. La norma riconosce agli impianti FER il valore di opere “di pubblica utilità, urgenti e indifferibili”, ma impone che siano realizzati nel rispetto delle comunità locali e delle caratteristiche del territorio.
In allegato il Testo della Camera Edizione aggiornata al 1 Agosto 2025 "La Normativa statale per la produzione di energia da fonti rinnovabili.”
Notizia tratta da “Professione Geometra” - Associazione Nazionale “Donne Geometra” – 29.08.2025.
“La questione climatica, ha assunto una rilevanza giuridica concreta e riconosciuta. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con una pronuncia di particolare importanza sistemica (allegata alla presente), hanno affermato il principio secondo cui i giudici italiani sono legittimati a pronunciarsi in ordine ai danni derivanti dal cambiamento climatico, fondando tale competenza sia sulla normativa interna che su quella sovranazionale.
In particolare, la Corte ha chiarito che la tutela dell’ambiente e del clima rientra nel novero dei diritti fondamentali, costituzionalmente garantiti, e che l’azione giudiziaria può essere esperita nei confronti di soggetti – pubblici o privati – che, attraverso condotte inquinanti o omissive, contribuiscano in modo significativo alla crisi climatica. Tale orientamento si fonda sull’art. 9 della Costituzione, come modificato dalla legge costituzionale n. 1/2022, che riconosce esplicitamente la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi anche nell’interesse delle future generazioni, nonché sull’art. 41, che subordina l’iniziativa economica privata al rispetto della salute e dell’ambiente. In questa ottica le consulenze di parte e come ausiliari dei giudici sono sempre più richieste ai tecnici del settore, favorite anche dalla rideterminazione delle Categorie da parte del Ministero della Giustizia con il Decreto 4 agosto 2023 n.109 e l'inserimento nel settore edilizio e ambientale della qualità dell'aria.
La Corte ha altresì escluso che l’intervento del potere giudiziario in materia climatica possa configurarsi come una indebita ingerenza nell’attività d’impresa o nella sfera di competenza del potere esecutivo e legislativo. Al contrario, ha ribadito che il sindacato giurisdizionale sui comportamenti lesivi dell’ambiente si colloca nell’ambito della funzione di garanzia dei diritti inviolabili, e che tale funzione non può essere compressa da esigenze economiche o da scelte politiche discrezionali.
In questo quadro, l’azione giudiziaria in materia climatica si configura come uno strumento di responsabilizzazione degli attori economici e istituzionali, nonché come mezzo di attuazione concreta degli obblighi derivanti da convenzioni internazionali (quali l’Accordo di Parigi) e da regolamenti europei in materia ambientale e climatica. La giurisprudenza italiana si allinea così alle tendenze emergenti in ambito comparato, dove sempre più corti nazionali riconoscono la possibilità di azioni legali contro Stati e imprese per la loro responsabilità nel cambiamento climatico.
In allegato la Sentenza.”
Notizia tratta da “Professione Geometra” - Associazione Nazionale “Donne Geometra” – 29.08.2025.
“Con D.G.R. n. 849 del 29 luglio 2025, la Regione Veneto ha approvato le Linee guida regionali contenenti le indicazioni per realizzare interventi ed opere in aree inquinate, in attuazione dell’art. 242-ter, co. 3, del d.lgs. 152/2006.
In conformità a quanto previsto da tale articolo, le Linee guida hanno isolato le attività che sono ammesse in aree contaminate ed hanno individuato le operazioni che possono essere effettuate liberamente dalle imprese in quanto non comportano interferenze con le matrici ambientali interessate dalla bonifica. Possono essere realizzate anche operazioni ulteriori, previa presentazione di una relazione tecnica all’autorità competente per la bonifica.
A questa autorità spetta anche la valutazione dell’impatto del progetto sulle matrici oggetto di risanamento, da effettuarsi nell’ambito del procedimento di autorizzazione del progetto stesso.
Le Linee guida sono contenute nell’allegato A alla D.G.R., mentre gli altri allegati (da B ad F) contengono la modulistica da utilizzare, differenziata a seconda degli interventi che si intende realizzare.
Tali indicazioni non valgono per i Siti di Interesse Nazionale per i quali trova applicazione il DM 45/2023.
In allegato il testo delle Linee Guida.”