Sentenza del Consiglio di Stato n. 6846/2026 - La falsa rappresentazione che consente di superare il termine di 18 mesi per l’annullamento d’ufficio del permesso di costruire non ricorre quando gli elaborati progettuali rappresentano correttamente l’intervento e la contestazione riguarda esclusivamente una diversa interpretazione della disciplina urbanistica. In tal caso, l’amministrazione non può qualificare come falsa dichiarazione l’asseverazione del progettista sulla conformità del progetto per eludere il limite temporale previsto dall’art. 21-nonies della legge 241/1990. (Notizia tratta dal Blog “BibLus” – 25.09.2026)
Sentenza del Tar della Lombardia n. 2181/2026 - Relativamente agli ascensori destinati all’eliminazione delle barriere architettoniche, la deroga alle distanze codicistiche non opera quando tra l’opera e il fabbricato confinante non vi sia uno spazio di proprietà o uso comune; resta tuttavia illegittimo l’intervento inibitorio sulla SCIA adottato oltre il termine di trenta giorni, che non è sospeso dalla mancata produzione dell’assenso del confinante. (Notizia tratta dal Blog “BibLus” – 25.09.2026)
Sentenza del Tribunale di Pordenone n. 450/2026 - Il titolo edilizio non consente di derogare al divieto di sopraelevazione previsto dal regolamento condominiale contrattuale opponibile al proprietario: l’opera che lo viola deve essere demolita, anche se urbanisticamente regolare. (Notizia tratta dal Blog “BibLus” – 22.09.2026)
Sentenza del Tar della Campania n. 5068/2026 - In area sottoposta a vincolo paesaggistico, la traslazione di vani porta e finestra che modifica i prospetti richiede il permesso di costruire e l’autorizzazione paesaggistica; l’abuso resta assoggettato a demolizione anche se risalente e realizzato da un precedente proprietario, non rilevando l’affidamento incolpevole dell’acquirente. (Notizia tratta dal Blog “BibLus” – 18.09.2026)
Sentenza della Corte di Cassazione n. 24443/2026 - In materia di classamento catastale conseguente a procedura DOCFA, quando l'Amministrazione finanziaria non disattende gli elementi di fatto dichiarati dal contribuente e la differenza tra rendita proposta e rendita attribuita deriva esclusivamente da una diversa valutazione tecnica ed estimativa dei medesimi dati, l'obbligo di motivazione dell'avviso di rettifica è assolto mediante l'indicazione dei dati oggettivi e del classamento attribuito; una motivazione più approfondita è invece necessaria quando l'Ufficio modifica o contesta gli elementi di fatto dichiarati. L'annullamento di un precedente avviso per difetto di motivazione, non implicando una decisione sul merito del classamento, non preclude un successivo autonomo accertamento fondato su differenti o sopravvenuti presupposti. (Notizia tratta dal Blog “BibLus” – 24.09.2026)
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(Articolo tratto da "Spazio Imprese" N. 18 - Settembre/Ottobre 2026)